Secondo un gruppo di archeologi guidati da Bruno Boulestin, dell'Università di Bordeaux, in Europa settemila anni fa si praticava il cannibalismo di massa. Il team ha analizzato i resti di oltre 500 corpi del Neolitico ritrovati nel villaggio di Herxheim, in Germania. In base a quanto rivelato dall'archeologo, le ricerche effettuate dal gruppo mostrano che le ossa sono state tagliate e spaccate deliberatamente, un atto che indica il cannibalismo.
"Abbiamo trovato gli stessi metodi utilizzati per cucinare allo spiedo gli animali anche sui resti umani", ha detto Boulestin che ha parlato anche di segni lasciati dai denti sulla carne.
Lo stesso archeologo ha però precisato che è difficile dimostrare che le ossa siano state cucinate deliberatamente. Tra i resti figurano anche quelli di bambini e di feti. Tuttavia, alcuni scienziati respingono la teoria del cannibalismo suggerendo che il taglio di parti del corpo potesse invece far parte di un rito per la sepoltura.
lunedì 7 dicembre 2009
In Europa settemila anni fa si praticava il cannibalismo di massa
Pubblicato da
Josè Ortega
a
00:56
Etichette: antropologia, archeologia, cannibali, germania
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